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Pittura, tecnica e creatività

9 Jan 2019

 

La pittura, come tutte le arti e tutte le scienze, necessita di una profonda conoscenza che si chiama disciplina. 

 

Quella che abitualmente definiamo “tecnica” non è altro che l'alfabeto pittorico che ci permette di relizzare le nostre opere come un poeta che compone le sue poesie.


Due sono le strade importanti da percorrere durante l'apprendimento e l'esperienza dell'arte pittorica : LA TECNICA e LA CREATIVITA'
La TECNICA pittorica prevede uno studio attento e dettagliato sia dal punto di vista scentifico sia dal punto di vista teorico.


Scientifcamente si studia il pigmento nelle sue svariate miscele, si impara a costruire il colore, a comprenderne la fisica e la dinamica.
Si fa esperienza dei tempi e delle reazioni sui supporti per comprendere quanta comunione e differenza c'è tra le varie materie ( tempere, acrilici, olii, acquerelli... )


Si studiano quindi i supporti per la pittura dalla carta alla tela, dalla tavola in legno all'intonaco perchè questi possano valorizzare e rendere giustizia al nostro lavoro.


I pennelli di conseguenza diventano le nostre dita e una conoscenza attenta delle setole della loro resa ci aiuterà ad ottenere il massimo risultato in ogni passaggio di costruzione del dipinto a partire dalle prime campiture piatte per fire ai virtuosismi e alla grazia delle finiture.


I passaggi pittorici possono essere illimitati, tutto dipende dal risultato che si necessita ottenere. Una pittura fine e sottile richiede ore di lavoro in cui la pittura grassa si alterna alla pittura magra, in cui le pennellate materiche si spezzano con delicate velature per giungere poi alle spugnature,ai tamponi, alle patinature esercitate grazie alle mescolanze di colle e medium di diversa natura.


Non tutte le superfici, quindi, sono idonee alla tecnica pittorica scelta : gli acquerelli avranno bisogno di un cotone poroso, le tempere di imprimiture sottili, gli olii di stesure corpose.
Sostegno di questo meraviglioso universo chiamato pittura è il Disegno.


Un corpo senza scheletro non regge, così è il rapporto che esiste tra il disegno e la pittura. Disegnare significa studiare e studiare significa costruire, si costruiscono le forme si armonizzano gli spazzi si plasmano i volumi tra l'alternanza delle luci e delle ombre. Si osservano i corpi e si analizzano le anatomie, si percorre quel processo inverso che dalla dimensione più esteriore ci conduce alla sfera più intima della natura e dell'equilibrio. Dal macro al micro, dal fuori di Noi al dentro di Noi.


E' proprio nell'intimità che risiede la nostra creatività.


L'atto creativo merita attenzione tanto quanto l'atto del dipingere. Un'opera d arte è tale nel momento in cui rappresenta noi stessi, le nostre intenzioni, le nostre passioni. Prima dell'azione fisica c'è l'azione mentale che va assecondata compresa analizzata. Anche qui esiste un metodo di analisi perchè nulla possa essere lasciato al caso nel momento in cui decidiamo di liberare la nostra fantasia al cospetto della tela bianca. Se non liberiamo la nostra mente , se non impariamo a riconoscere le nostre potenzialità per capire quale obiettivo raggiungere, un dipinto rimarrebbe una semplice azione meccanica quando in realtà è un universo molto più esteso.


Anche la fase creativa ha delle regole per quanto meno rigide che comprendono la stesura del bozzetto lo studio della tavolozza ed i vari studi sul soggetto figurativo a partire dal ritratto, dalla figura, dalla natura morta o dal paesaggio. Nessuna di queste scelte esclude l'attenzione e la premura. 

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